BICENTENARIO DELL’ISTITUZIONE DEL GENIO CIVILE

0

BICENTENARIO DELL’ISTITUZIONE DEL GENIO CIVILE

SCUOLA DI APPLICAZIONE DELL’ESERCITO

Torino 6 dicembre 2016

Brevi cenni e richiami dell’intervento del Dott. Federico Cempella – Presidente dell’Associazione del Genio Civile “Finalità e funzioni dell’Associazione del Genio Civile. Il Bene comune come principio e fine ultimo dell’opera pubblica. Il patrimonio di conoscenze ed esperienze maturate nel tempo da utilizzare < come forza della memoria > per affrontare le sfide imposte dalla crisi di sistema e per dare avvio ad una nuova fase di sviluppo sostenibile”.

L’ampiezza del titolo, volutamente scelto per offrire un doveroso contributo all’Evento celebrativo dell’istituzione del Genio Civile, intende inquadrare, ed allo stesso tempo riassumere in sintesi, i temi connessi “alla domanda di fondo” che mi è stata posta in ordine “al perché della nascita – e quindi dell’identità – dell’Associazione, le cui finalità sono state ben descritte e diffuse nelle precedenti edizioni della Rivista specializzata “Le Strade”. Obiettivo essenziale del mio intervento sta, pertanto, nel sintetizzare quanto già scritto in precedenza a mezzo di una accurata ricerca volta a ricollegare, attraverso un unico filo conduttore, la memoria del passato, contrassegnata da un patrimonio di conoscenze e di esperienze maturate nel tempo, con l’attuale fase temporale; fase temporale questa contraddistinta da diffusi fenomeni degenerativi, sia a livello settoriale che globale, e da un profondo senso di incertezza per il futuro, accomunato ad una estesa percezione di inadeguatezza del sistema, nel suo complesso, ormai incapace di affrontare le sfide epocali che la cosiddetta era post-moderna pone di fronte ad una società liquida (appropriata terminologia usata dal filosofo contemporaneo Zygmunt Bauman per fotografare la situazione esistente) sempre più priva di riferimenti ed in balia di eventi provocati da cause lontane, non ancora sufficientemente indagate.

Per tali ragioni e per le oggettive difficoltà di illustrare ed approfondire in un intervento di sintesi tematiche di così ampia portata che interessano saperi di natura multidisciplinare, permeate dal pensiero di filosofi antichi e moderni, ho ritenuto opportuno fare ricorso ad alcuni miei precedenti scritti – per lo più tratti da esperienze istituzionali, a valenza sia nazionale che internazionale – oltreché a richiami e citazioni provenienti dalle più autorevoli fonti, quali quelle che hanno contribuito in modo determinante alla mia formazione personale. E ciò sia dal punto di vista spirituale (Simone Weil e Karol Wojtyla) che professionale (Prof. Federico Caffè, docente di Politica Economica e Finanziaria presso l’Università degli Studi di Roma e Prof. Giovanni Torregrossa, docente di diritto urbanistico e di legislazione in materia di ambiente, territorio, concessioni e appalti pubblici, oltreché cultore esemplare di quei sacrosanti valori basati sul rispetto e sull’amicizia, tipiche espressioni delle antiche tradizioni della terra di Sicilia; la magica Trinacria, autentica culla di civiltà nel cuore del Mediterraneo, permeata di mito, storia ed arte ove l’Imperatore Federico II – lo Stupor mundi per eccellenza ebbe ad instaurare il suo Regno caratterizzato da una forte attività legislativa, e di innovazione artistica e culturale volta ad unificare terre e popoli diversi).

A queste fonti non possono non essere accomunate quelle, altrettanto degne di pregio, di altri uomini di pensiero contemporanei  che a vario titolo, pur nella diversità di accenti, hanno voluto evidenziare, nel quadro di un travagliato contesto storico, il grave declino culturale dell’Occidente e dell’Europa, il cui epicentro è individuato proprio nel Mediterraneo (in cui si colloca lo stivale italiano come propaggine del continente europeo) drammaticamente trasformato da Mare nostrum, crocevia di culture diverse, a spaventoso luogo di morte per una moltitudine di migranti che fuggono da realtà sociali e territoriali rese ormai invivibili da gravissimi squilibri a causa di catastrofi naturali, siccità, carestie, epidemie, guerre e violenze di ogni genere.

Di tali autori vanno menzionati alcuni editoriali, articoli di fondo, saggi e testi scritti che si riportano in uno specifico Allegato, contenente le Note bibliografiche che saranno inserite nella apposita sezione del Sito internet Genio Alato proprio per evidenziare le affinità di pensiero in ordine alla complessità delle tematiche oggetto del presente intervento.

Questi scritti, rinvenibili in tali note bibliografiche, appaiono particolarmente utili ai fini di un doveroso approfondimento imposto non soltanto dalla partecipazione a questo Evento celebrativo, organizzato in una città così ricca di storia e di cultura come Torino, ma soprattutto dalla consapevolezza di assicurare una fedele testimonianza a chi, prima e meglio di noi, ha voluto lasciare traccia indelebile del significato tradizionale e profondo – sia in termini simbolici e raffigurativi, che in mirabili opere e testi scritti – contenenti i Principi regolatori ai quali deve essere informata la variegata gamma delle opere dell’uomo sulla Terra nel rispetto dei sacrosanti valori fondati sul Bene Comune, sulla Bellezza, sul Buon Governo del Territorio e sul senso di responsabilità etica, morale e professionale.

Più in particolare le citazioni ed i richiami prescelti intendono offrire un ampio e valido contributo per una approfondita riflessione e per la diffusione di idee e di iniziative incentrate sulle discipline di insegnamento, formazione, cultura e conoscenza, generale e specialistica, quali antidoti per combattere in modo efficace il virus degli egoismi di parte, dell’arroganza del potere, dell’ignoranza e dell’omologazione verso il basso, radice di quei mali che, sia in passato che al presente, hanno segnato fasi temporali di opacità e di caos, quali quella che l’umanità sta attraversando.

Le connessioni esistenti tra passato e presente sono già sinteticamente riassunte negli allegati che formano parte integrante dello Statuto dell’Associazione del Genio Civile (Logo, Preambolo e proposta in data 27 maggio 2014), in cui sono, tra l’altro, espressamente richiamati i Principi regolatori del vitale rapporto tra Uomo, Territorio ed Ambiente, assunti a base di uno dei più qualificanti Progetti ideati e sviluppati sin dagli anni ’90 a cura ed opera della Direzione Generale del Coordinamento Territoriale, posta sotto la mia guida sino all’anno 1996. Si tratta del Progetto OSS.TER. Osservatorio di monitoraggio permanente delle trasformazioni territoriali, presentato ed illustrato nel corso della Riunione informale dei Ministri dell’Assetto del Territorio dell’Unione Europea (Liegi 12-13 novembre 1993); progetto questo – elaborato sulla base dei contenuti più significativi dei Programmi Europa 2000 ed Europa 2000 Plus ed antesignano di analoghi Osservatori circoscritti ad ambiti più specifici sotto il profilo concettuale, normativo e territoriale – che può tuttora considerarsi alla stregua di una vera e propria pietra angolare da cui si diparte il filo conduttore che si ricollega all’attualità.

L’insieme dei contributi forniti dal mondo accademico-scientifico, istituzionale e della ricerca alla elaborazione di tale Progetto, è stato inserito nel più ampio contesto della Ricerca ITA.TEN. e finalizzato a dare concreta attuazione al primo comma dell’art. 81 del D.P.R. 24.07.1977 n. 616 che si riporta per esteso proprio per significarne l’assoluta rilevanza:

  • l’identificazione, nell’esercizio della funzione di indirizzo e di coordinamento di cui all’art. 3 della legge n. 382 del 1975, delle linee fondamentali dell’assetto del territorio nazionale, con particolare riferimento alla articolazione territoriale degli interventi di interesse statale ed alla tutela ambientale ed ecologica del territorio nonché alla difesa del suolo”.

L’opera realizzata nel suo complesso è refluita in un quadro d’assieme dei variegati saperi specialistici delle discipline coinvolte,  in una apposita e voluminosa pubblicazione a cura della Casa Editrice “Laterza” Biblioteca di cultura moderna (Le forme del territorio italiano: vol I – Temi e immagini del mutamento; vol, II – Ambienti insiedativi e contesti locali) e troverà, unitamente ad analoghi altri testi, un ulteriore ed idoneo spazio di diffusione, nell’apposito Sito internet Genio Alato dell’A.G.C.

Al di la delle modifiche successivamente introdotte, sia sotto il profilo normativo che organizzativo, al suesposto quadro di riferimento legislativo (v. ad es. Regolamento 2 luglio 2004 n. 184 e s.m.i. di accorpamento dei Ministeri Lavori Pubblici e Trasporti), sono da ascrivere proprio a quel fecondo periodo 1990-1996 tutta una serie di iniziative, arricchite da qualificanti orientamenti giurisprudenziali, in materia di programmazione e progettazione delle opere pubbliche di interesse statale – ivi compresi gli studi di fattibilità tecnica ed economica, con le relative valutazioni ex ante degli interventi – da realizzare in un contesto di ordinato ed equilibrato assetto territoriale, di cui vengono riportati nel citato Allegato alcuni atti e documenti particolarmente significativi pubblicati sul Giornale del Genio Civile e su alcune Riviste specializzate.

Da una accurata analisi di tali testi si evince tutta l’attenzione istituzionale e professionale riservata ad una materia così complessa come il “Buon governo del territorio” che impone dapprima sul piano pianificatorio-programmatico e poi sul piano progettuale, esecutivo e manutentivo, una non comune preparazione professionale, unita ad una efficiente organizzazione tecnico-amministrativa fedele all’imprescindibile principio affermato dall’insigne statista Prof. Luigi Einaudi che è racchiuso nel noto Incipit: “Conoscere per deliberare, la nota regola aurea proposta a tutti coloro che hanno responsabilità di decisione e di azione”.

Il predetto Sito Internet Genio Alato, affidato alla cura di un apposito Comitato redazionale affiancato da esperti qualificati, sarà organizzato come un Archivio di conoscenze ed esperienze da cui trarre tutti quegli elementi necessari per il Buon Governo del territorio (dalla tutela del Paesaggio prevista dall’art. 9 della Costituzione al nuovo modello di sviluppo sostenibile di cui all’Agenda O.N.U. 2030).

Allegato – Note bibliografiche

Simone Weil (Una Costituente per l’Europa); Karol Wojtyla (Memoria e identità,Encicliche Fides et Ratio, Centesimus Annus); Adriano Olivetti (Le fabbriche di bene, Il cammino delle comunità, Fini e fine della politica, Il mondo che nasce: dieci scritti per la cultura la politica e la società); Luciano Gallino (Un’intervista su Adriano Olivetti, Scomparsa dell’Italia industriale, L’impresa responsabile., Finanzcapitalismo. La civiltà del denaro in crisi); Giorgio Ruffolo (Un Paese troppo lungo. L’unità nazionale in pericolo, Rapporto sulla programmazione, La qualità sociale  Le vie dello sviluppo); Pedrag Matvejevic (Breviario mediterraneo, Epistolario dell’altra Europa); Zygmunt Bauman (Modernità liquida, La società dell’incertezza); Raimon Panikkar (Ecosofia. La saggezza della Terra); Carlo Maria Martini e Gustavo Zagrebelsky (La domanda di giustizia); Vito Mancuso (Questa vita. Conoscerla, nutrirla, proteggerla); Germinello Alvi (La confederazione italiana); Guido Ceronetti (Per non dimenticare la memoria e Un viaggio in Italia); Ernesto Galli Della Loggia (Nostalgia di un’Italia diversa e Vincoli e debolezze che ci paralizzano, Pensare l’Italia e L’identità italiana); Natalino Irti (Nichilismo giuridico); Massimo Cacciari e Paolo Prodi (Occidente senza utopie); Sabino Cassese (L’Italia: una Società senza Stato?, Governare gli italiani – Storia dello Stato, Lo Stato introvabile – Modernità ed arretratezza delle istituzioni in Italia, L’ideale di una buona amministrazione – Il principio del merito e la stabilità degli impiegati, Territori e Poteri – Un nuovo ruolo per gli Stati); Michele Ainis (Vita e morte di una Costituzione – Una storia italiana, L’assedio – La Costituzione e i suoi nemici, Privilegium – L’Italia divorata dalle lobby, Stato matto – L’Italia che non funziona <e qualche proposta per rimetterla in moto>, La legge oscura – Come e perché non funziona, La Costituzione e la Bellezza, testo scritto insieme a Vittorio Sgarbi, autore del libro “Un Paese sfigurato. Viaggio attraverso gli scempi d’Italia” ); Salvatore Settis (Il paesaggio come bene comune, Costituzione: perché attuarla è meglio che cambiarla, Paesaggio – Costituzione – Cemento: la battaglia per l’ambiente contro il degrado civile, Italia S.p.A. l’assalto del patrimonio culturale); Jurgen Habermas (Nella spirale tecnocratica. Un’arringa per la solidarietà europea); Cesare De Seta (Come salvare il suolo); Claudio Magris (Danubio, Trieste un’identità di frontiera); Paolo Rumiz (Trans Europa Express, Corridoio 5° – Binario morto, L’Italia in seconda classe, Maschere per un massacro – Quello che non abbiamo voluto sapere della guerra in Jugoslavia); Lucio Caracciolo (Sognare l’Europa, L’Europa è finita?, Terra incognita – Le radici geopolitiche della crisi italiana, A che serve l’Italia, Conflitti etnici e religiosi); Eugenio Scalfari (Il labirinto, la questione morale, Conversazioni con Carlo Maria Martini, L’autunno della Repubblica – La mappa del potere in Italia, Inchiesta sul potere); Giuseppe de Rita (L’eclissi della borghesia, Dialogo sull’Italia – L’eclissi della società di mezzo, Il Popolo e gli Dei: così la grande crisi ha separato gli italiani, Manifesto per lo sviluppo locale: teoria e pratica dei patti territoriali, Il regno inerme – Società e crisi dell’istituzione); Pietrangelo Buttafuoco (Il feroce Saladino – La guerra dell’Islam – Il califfo alle porte di Roma; Emanuela Guidoboni (Prevedibile/imprevedibile. Eventi estremi nel prossimo futuro ed articolo intitolato La lezione che viene dai disastri del passato); Francesco Giavazzi e Giorgio Barbieri  (Corruzione a norma di legge. La lobby delle grandi opere che affonda l’Italia); Antonio Fraschilla (Grandi e inutili. Le grandi opere in Italia); Sergio Marotta (La via italiana ai beni comuni); Laura Pennacchi (Filosofia dei beni comuni – Crisi e primato della sfera pubblica); Maria Rosaria Marella (I beni comuni); Autori vari (Contributi e riflessioni sui beni comuni); Commissione Rodotà (La Costituente dei beni comuni).

Pubblicazioni, relazioni ed interventi svolti da parte del Dott. Federico Cempella in ambito istituzionale ed in occasione di Convegni e Seminari di studio.

Relazioni e Circolari pubblicate sul Giornale del Genio Civile:

  • Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici – Di.Co.Ter. – emanata a seguito della sentenza n. 150/1992 della Corte Costituzionale e del parere del Consiglio di Stato n. 177/1991;
  • Circolare del Ministero Lavori Pubblici – Di.Co.Ter – 29.01.1994 n. 1121/U.T. recante istruzioni sui “Profili programmatici e procedimentali in materia di interventi di interesse statale, con particolare riguardo alle infrastrutture viarie”;
  • Relazione intitolata “L’assetto delle reti di comunicazione in Europa centrale nel nuovo contesto politico economico. Problemi di pianificazione delle grandi infrastrutture nel quadro delle reti europee di trasporto” (Relazione presentata al Consiglio d’Europa – Vienna, 31 marzo – 1° aprile 1993);
  • Documento CNEL – n. 36, Anno 1993 – sul tema “Tessuto economico, competitività e sistemi a rete”, svolto in occasione del 50° anniversario della legge urbanistica 17 agosto 1942 n. 1150;
  • Rivista “Queste Istituzioni”- Anno XXI n. 94 – contenente interventi di vari relatori su specifici temi riguardanti lo “Stato di salute della classe dirigente”, “Riflessioni sull’urbanistica a 50 anni dalla legge” e sul “Ruolo dell’amministrazione centrale”:
  • Rivista di “Politica Economica” – Anno LXXXIV, Agosto-Settembre 1994 contenente interventi di vari relatori internazionali sul tema “Gli Appalti pubblici nel mercato unico europeo e il processo di adeguamento delle legislazioni nazionali alle direttive UE “;
  • Relazione presentata in occasione del Forum organizzato dal C.N.E.L. in data 28 febbraio 1996 sul tema “Osservatorio sulle politiche territoriali: ragioni e caratteristiche”;
  • Relazione presentata alla seconda mostra Convegno sulle infrastrutture del trasporto terrestre sul tema “Progetti Trans European Motorways (TEM) e Mercurio, due strumenti per l’integrazione europea, la mobilità e la sicurezza” (Infravia – Verona, 28 novembre 2001);
  • Relazione presentata al Convegno regionale F.V.G. sulla disciplina dei lavori pubblici (Trieste, 25 giugno 2002);
  • Relazione pubblicata nell’Edizione speciale della RivistaLe Strade” riguardante il XXII° Piarc World Road Congress 2003 sul tema: “L’attività istituzionale a valenza internazionale del Provveditorato Regionale alle OO.PP. di Trieste nel quadro del processo di allargamento dell’Unione europea verso Est” (Italian Report – Durban, South Africa 2003).
Share.

About Author

Leave A Reply

Solve : *
2 + 14 =